{"id":250,"date":"2023-11-30T17:20:12","date_gmt":"2023-11-30T17:20:12","guid":{"rendered":"https:\/\/aiopentext.itd.cnr.it\/intelligenzaartificiale\/chapter\/ai-and-coding\/"},"modified":"2024-01-31T11:39:48","modified_gmt":"2024-01-31T11:39:48","slug":"ai-and-coding","status":"publish","type":"chapter","link":"https:\/\/aiopentext.itd.cnr.it\/intelligenzaartificiale\/chapter\/ai-and-coding\/","title":{"raw":"IA e codifica","rendered":"IA e codifica"},"content":{"raw":"<p class=\"no-indent\">Scrivere codice informatico \u00e8 come scrivere in qualsiasi altra lingua. Ci sono delle norme di sintassi (o grammaticali) da osservare se vogliamo che il programma abbia senso e faccia ci\u00f2 che vogliamo noi, ossia rispetti la semantica. Nel 2022, sono apparse delle IA generative che creano codice dai prompt; Chat-GPT ha consentito di farlo direttamente all\u2019interno della propria interfaccia, mettendo i linguaggi Python o C sullo stesso piano del francese, dell\u2019italiano o del giapponese.<\/p>\n<p class=\"indent\">Si \u00e8 sviluppato molto rapidamente un dibattito: dal momento che le IA erano fantastiche nel produrre codice, era ancora necessario apprendere a farlo? Per i molti che non erano in grado di creare codice non vi era alcun dubbio e le assicurazioni del settore che l\u2019IA poteva produrre codice di buona qualit\u00e0 erano sufficienti. Al temine del 2023, nel settore sono stati persi posti di lavoro a favore dell\u2019adozione di soluzioni di IA, ma, nel complesso, i dirigenti esitano a sostituire i programmatori con l\u2019IA. Rimangono vive le problematiche legate alle allucinazioni, ma, cosa ancora pi\u00f9 importante, si \u00e8 riscontrato velocemente che si pu\u00f2 ottenere del buon codice soltanto se si \u00e8 in grado di comporre i prompt corretti, o, in altre parole, di inserire specifiche corrette. Inoltre, dal momento che l\u2019elaborazione di prompt non \u00e8 univoca e richiede una sorta di dialogo \u00e8 utile comprendere il linguaggio dell\u2019interlocutore. E questa \u00e8 un\u2019abilit\u00e0 che di solito deriva da svariate ore di pratica nell\u2019elaborazione di codice.<\/p>\n<p class=\"indent\">L\u2019atteggiamento attuale sembra essere che se gli esseri umani non saranno necessariamente coloro che scriveranno i codici del futuro, sono necessarie persone che sappiano come produrre codice che interagiscano con l\u2019intelligenza artificiale in modo che il codice funzioni.<\/p>\n\n<h3>Codice, tecnologia no code e low code<\/h3>\n<p class=\"no-indent\">D\u2019altro canto, se \u00e8 necessario avere dei codificatori di vaglia per lavorare con l\u2019IA su sistemi complessi, \u00e8 necessario che chiunque arrivi a livelli elevati di competenza? La risposta \u00e8 probabilmente no. Come accade spesso le cose non sono sempre bianche o nere, probabilmente si pu\u00f2 prevedere un livello intermedio tra l\u2019elaborazione di codice e la tecnologia no code, spesso denominato tecnologia low code.<\/p>","rendered":"<p class=\"no-indent\">Scrivere codice informatico \u00e8 come scrivere in qualsiasi altra lingua. Ci sono delle norme di sintassi (o grammaticali) da osservare se vogliamo che il programma abbia senso e faccia ci\u00f2 che vogliamo noi, ossia rispetti la semantica. Nel 2022, sono apparse delle IA generative che creano codice dai prompt; Chat-GPT ha consentito di farlo direttamente all\u2019interno della propria interfaccia, mettendo i linguaggi Python o C sullo stesso piano del francese, dell\u2019italiano o del giapponese.<\/p>\n<p class=\"indent\">Si \u00e8 sviluppato molto rapidamente un dibattito: dal momento che le IA erano fantastiche nel produrre codice, era ancora necessario apprendere a farlo? Per i molti che non erano in grado di creare codice non vi era alcun dubbio e le assicurazioni del settore che l\u2019IA poteva produrre codice di buona qualit\u00e0 erano sufficienti. Al temine del 2023, nel settore sono stati persi posti di lavoro a favore dell\u2019adozione di soluzioni di IA, ma, nel complesso, i dirigenti esitano a sostituire i programmatori con l\u2019IA. Rimangono vive le problematiche legate alle allucinazioni, ma, cosa ancora pi\u00f9 importante, si \u00e8 riscontrato velocemente che si pu\u00f2 ottenere del buon codice soltanto se si \u00e8 in grado di comporre i prompt corretti, o, in altre parole, di inserire specifiche corrette. Inoltre, dal momento che l\u2019elaborazione di prompt non \u00e8 univoca e richiede una sorta di dialogo \u00e8 utile comprendere il linguaggio dell\u2019interlocutore. E questa \u00e8 un\u2019abilit\u00e0 che di solito deriva da svariate ore di pratica nell\u2019elaborazione di codice.<\/p>\n<p class=\"indent\">L\u2019atteggiamento attuale sembra essere che se gli esseri umani non saranno necessariamente coloro che scriveranno i codici del futuro, sono necessarie persone che sappiano come produrre codice che interagiscano con l\u2019intelligenza artificiale in modo che il codice funzioni.<\/p>\n<h3>Codice, tecnologia no code e low code<\/h3>\n<p class=\"no-indent\">D\u2019altro canto, se \u00e8 necessario avere dei codificatori di vaglia per lavorare con l\u2019IA su sistemi complessi, \u00e8 necessario che chiunque arrivi a livelli elevati di competenza? La risposta \u00e8 probabilmente no. 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